26 MarAll’interno dell’IFI due grandi aziende che producono pannelli fotovoltaici

Che l’unione dia la forza è fatto alquanto scontato e risaputo, ma anche indispensabile soprattutto quando si verificano alcune situazioni particolari che possono mettere in seria difficoltà un intero settore. Per questa ragione due grandi aziende come Eosolare e Waris Solar che entrano nel comitato Ifi, che già in precedenza raccoglieva l’adesione di produttori pannelli fotovoltaici per il circa 80% del totale, rappresenta una ottima soluzione per l’intero settore e per questa ragione si tratta di un ingresso accolto con entusiasmo da tutte le parti interessate.

Come sottolinea lo stesso presidente dell’Ifi, Alessandro Cremonesi che ha dichiarato “Siamo felici di dare il benvenuto Waris Solar e a Eosolare  l’ingresso di queste due aziende aggiunge ulteriore valore e autorevolezza al Comitato IFI nel percorrere questa fase delicata di cammino dell’industria italiana del fotovoltaico, soprattutto in vista dell’insediamento di un nuovo Governo dal quale ci attendiamo un indirizzo chiaro e strategico per lo sviluppo del settore fotovoltaico e una maggior tutela nella lotta contro il dumping cinese. Le dichiarazioni di Pizzini e Dimasi mi trovano pienamente d’accordo: avere nella nostra Associazione due player come Waris Solar ed Eosolare  offre la possibilità al Comitato IFI di ottenere più valore ed esperienza grazie alla condivisione di principi, filosofia, e impegno nella salvaguardia del Made in Italy”.

In particolare si riferisce alle dichiarazioni rilasciate da  Rocco Dimasi, titolare di Eosolare che ha detto che “Premesso che al Sud fare in impresa è ‘un’impresa’, con la nostra adesione al Comitato IFI ci auguriamo di lavorare con logiche di crescita e sviluppo che vadano oltre gli incentivi e di collaborare con le migliori energie imprenditoriali per contribuire alla reale crescita del Sistema Italia”.

 

21 MarAnie, ottimismo dopo la nuova Strategia Energetica Nazionale

Le elezioni sono passate da quasi un mese e le promesse sul fotovoltaico non sono potute per ora divenire realtà. Ciò nonostante a livello almeno ‘programmatico’ la politica sembra aver recepito quello che sembrava un ulteriore grido d’allarme lanciato dai rappresentanti delle maggiori organizzazioni di un settore che ha svolto il compito di vero e proprio traino su parte di un economia , quella italiana, in una forte crisi ancora oggi non risolta. E’ infatti di questi giorni la presentazione da parte dei Ministri uscenti Passera e Clini della tanto attesa Strategia Energetica Nazionale.

Ecco a riguardo le dichiarazioni a riguardo rilasciate da Claudio Andrea Gemme, Presidente di ANIE Confindustria: “Dopo la consultazione pubblica a cui Anie ha partecipato dando il suo contributo questo decreto rappresenta la seconda tappa del percorso verso quella articolata e coordinata politica energetica che tutti noi imprenditori chiediamo a gran voce per ridare vigore alla nostra già sofferente economia. Sappiamo che la Strategia, come dice il nome stesso, è solo un disegno programmatico che necessita quindi urgentemente di un piano che lo renda operativo nei tempi e nei contenuti. Ci auguriamo che questo piano vada nella direzione condivisa dalle aziende ANIE di maggiore efficienza energetica e maggiore sviluppo delle rinnovabili”

12 MarCosto pannelli fotovoltaici in salita dopo i dazi?

Nel momento di crisi più acuta per il settore del fotovoltaico c’erano solo due certezza: la prima è che l’innovazione tecno,logica e la ricerca hanno portato a un progressivo abbassamento dei costi di produzione con conseguente abbassamento del costo dei pannelli fotovoltaici. La seconda è che i pannelli fotovoltaici cinesi hanno portato a un ribasso dei prezzi per cercare di restare competitivi. ma dopo la scelta della ue di iniziare una politica di antidumping per riequilibrare i costi di filiera dei produttori pannelli fotovoltaici rispetto ai produttori dei pannelli fotovoltaici cinesi, c’è o no il rischio di vedere un complessivo incremento della offerta?

Secondo Giancarlo Tecchio, di PrEnAl, e rappresentante AFASE le cose andranno proprio in questa direzione, anche se, sottolinea, che la registrazione dei pannelli cinesi è un atto dovuto, ma non è detto che “In altre parole, la registrazione non significa che l’Unione europea alla fine imporrà dei dazi, è un passo burocratico normale”. Invece sulla questione dei prezzi non usa mezzi termini, poiché sottolinea il fatto che il vuoto dei prezzi low cost dei pannelli cinesi non porà essere sostituito da altri produttori, e che quindi si verificherà una situazione poco positiva poiché “I dazi faranno aumentare artificialmente i prezzi dei moduli solari cinesi. A seguito di ciò, i moduli dell’UE e di altri paesi verrebbero offerte a prezzi notevolmente aumentati, portando ad un significativo indebolimento della domanda che interesserebbe l’intera catena del valore del fotovoltaico. Per sostenere la domanda di energia solare c’è bisogno di prodotti per il fotovoltaico, inclusi i moduli, che consentano all’energia solare di competere con l’energia da fonti fossili, anche a livelli di sostegno pubblico minore o nullo. L’imposizione di dazi sui wafer, celle e moduli di origine cinese impedirà questo obiettivo venga raggiunto, pesando fortemente sulla domanda di impianti solari”.

06 MarDopo Usa anche in Ue antidumping per il fotovoltaico

“Il dumping cinese danneggia l’intero settore solare ed è già costato all’industria europea la perdita di migliaia di posti di lavoro e oltre 30 fallimenti aziendali e chiusure di fabbriche per stato di insolvenza. La concorrenza leale fa bene a tutti ma per arrivarci abbiamo bisogno al più presto di provvedimenti Ue antidumping” da questa denuncia fatta da Milan Nitzschke, presidente di Eu ProSun è partita l’indagine della commissione Ue sui pannelli fotovoltaici cinesi, che trovano nel mercato europeo lo sbocco per l’80% della loro produzione.

A settembre la commissione europea aveva detto che avrebbe intrapreso le politiche anti dumping e anti sussidio, a causa delle quali il mercato del settore fotovoltaico risulta fortemente condizionato: il governo cinese continua con le proprie politiche di aiuto alle proprie aziende nonostante le smentite. Ora il provvedimento è giunto a un punto fondamentale attraverso la pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

D’ora in poi le autorità doganali di tutti i paesi membri ue dovranno registrare tutte le importazioni dei pannelli fotovoltaici di provenienza cinese, per i prossimi 9 mesi, per poi decidere come e quando inserire i dazi doganali che potranno avere retroattività fino a un massimo di 90 giorni. Il settore ha accolto evidentemente la notizia in un modo molto positivo anche perché la situazione diventa sempre più critica per tutti i produttori dei pannelli fotovoltaici europei.

 

 

 

28 Febbasta penalizzazioni per il fotovoltaico

I continui provvedimenti correttivi messi in atto dai due ultimi governi e le voci di una ritaratura del contatore per il sesto conto energia a causa della scoperta di nuove truffe, nonostante l’intensificazione dei controlli, sta mettendo in seria crisi un intero settore che nonostante le difficoltà sta cercando di mantenere i tassi di occupazione oltre i livelli che la situazione attuale consentirebbe.

Valerio Natalizia Presidente dell’associazione di categoria ANIE/GIFI, richiama l’attenzione su un problema che diventa sempre più ingombrante, ovvero che “Non vorremmo che dietro questi provvedimenti si celino tentativi di speculazione  che danneggerebbero l’immagine e l’imprenditorialità di un settore industriale che opera seriamente e con etica professionale”.

E rivolgendosi a uno degli ultimi interventi del governo uscente ha aggiunto che “Ci domandiamo se chi ha firmato l’emendamento  ne abbia comprese fino in fondo le pesanti conseguenze sul piano occupazionale. La crisi attuale richiede sì fermezza, ma anche estrema chiarezza nel quadro regolatorio. Provvedimenti di questo tipo invece creano nell’opinione pubblica un’immagine negativa del nostro settore e ne accelerano la caduta”.

er questo “Come ANIE/GIFI prendiamo le distanze da questo emendamento e chiediamo che i Ministri Passera e Clini intervengano urgentemente in sede di discussione d’aula. La fine della legislatura e i tempi accelerati di questi giorni non giustificano gli errori e sarebbe difficile comprendere un loro silenzio su un settore così importante”

21 FebElezioni 2013: quale destino per il fotovoltaico?

Che la Green Economy ed il fotovoltaico in primis rappresentino un ottimo mezzo di risparmio per le famiglie italiane e per lo stato stesso è un’aspetto oramai acclarato. Appare incredibile quindi che a fronte di un risparmio della bolletta nazionale di oltre 400 milioni di euro le aziende del settore non abbiano avuto il sostegno necessario nel 2012 per sostenere i costi di una crisi che il settore non ha assolutamente contribuito a creare, anzi. Risultato 6000 posti di lavoro in meno, meno introiti e meno tasse.

Naturali quindi le dichiarazioni preoccupate rilasciate da Natalizia presidente dell’ANIE/GIFI che ha affermato: “Riteniamo quindi opportuno che le forze politiche che guideranno il Paese nel prossimo quinquennio si adoperino per dare continuità agli investimenti e allo sviluppo del settore fotovoltaico traghettandolo dal sistema incentivante verso la piena competitività con le altre fonti energetiche. Siamo disponibili a collaborare per dare operatività a strumenti che favoriscano la ripresa economica del Paese attraverso l’incremento del PIL, del gettito fiscale, dell’occupazione e diminuiscano al contempo la spesa energetica degli italiani”.

Si spera alla vigilia di un voto importantissimo che le varie forze politiche abbiano recepito le preoccupazioni delle associazioni come ottimisticamente sembrano dimostrare alcune dichiarazioni come ad esempio quelle dell’On Paolo ROMANI, PDL “Non è colpa del fotovoltaico se il prezzo dell’energia elettrica è così alto. La SEN deve diventare nel prossimo Governo lo strumento principale per armonizzare la produzione energetica delle diverse fonti con l’obiettivo di alleggerire la bolletta degli italiani.”

14 FebCosti pannelli fotovoltaici nella media ma a maggiore efficienza

L’azienda Panasonic, tra le poche che continua a puntare fortemente nella produzione dei pannelli fotovoltaici, nonostante il periodo non felice ce sta attraversando l’intero settore, ha recentemente inventato una nuova cella fotovoltaica, ce riesce ad alzare ulteriormente il livello di efficienza nella produzione di energia elettrica.

Si tratta delle celle chiamate parla d “practical size”,e a breve dovrebbero arrivare sul mercato, ritornando al solare fotovoltaico che non usa le lenti come il fotovoltaico a concentrazione (CPV) , per cui i costi non dovrebbero salire, ma anzi beneficiare di una lieve flessione. Tra le caratteristiche della cella Panasonic c’è lo spessore estremamente contenuto, per cui richiede una minore quantità di silicio, che consente un abbassamento dei costi, ma senza che ciò vada a detrimento dell’efficienza.

Il livello di efficienza raggiunto è del 24,7% che batte quello detenuto in precedenza dalla Sun power, e che era pari a 24,2%, con in più un abbassamento dei costi grazie alle nuove tecnologie usate. La Panansonic ha fatto sapere che ha in programma di mettere questa cella presto nella grande produzione, che avverrà in Malesia, dal momento che si punta su un ulteriore abbassamento dei costi. Infatti la panasonic punta a creare un punto di rottura che faccia da spartiacque in seno ad una concorrenza che si è essenzialmente appiattita,e  per la quale la sola differenza sta tra i pannelli fotovoltaici cinesi, che riescono a mantenersi competitivi a causa delle politiche del governo, e quelli offerti invece a livello mondiale (tra quelli europei a quelli di oltre oceano).

 

25 JanPannelli fotovoltaici e detrazione discale

Il governo Monti ha optato per una forte riduzione degli incentivi destinati al fotovoltaico attraverso l’applicazione del conto energia, ma cercando di compensare questo aspetto con l’introduzione della possibilità della detrazione Irpef con aliquota al 36% così come avviene per le spese di ristrutturazione. Quindi al pari di queste, fino a giugno, la detrazione su cui si potrà fare affidamento sarà legata all’aliquota del 50%, dopo di che si tornerà al 36%.

A chiarire la situazione fiscale e le opportunità di sgravio, è stata la stessa Agenzia delle Entrate, che in questo modo ha superato le difficoltà denunciate dalle aziende associate ANIE, dovute ad interpretazioni contrastanti esternate dalle varie Agenzie delle Entrate territoriali: alcune di queste hanno dato infatti parere positivo a riguardo, mentre altre hanno dato parere negativo. L’Agenzia delle entrate ha specificato che per poter usufruire della detrazione fiscale è necessario rinunciare a qualsiasi altra forma di incentivazione, per cui o si sceglie di aderire al conto energia in vigore al momento, oppure si sceglie la strada della detrazione fiscale.

La risoluzione dell’Agenzia si è mossa nella direzione di quanto sostenuta dalle aziende dell’ANIE, che tramite il suo direttore generale confindustrie aveva affermato che “A nostro avviso  è possibile far rientrare l’installazione dei pannelli fotovoltaici tra le detrazioni già previste per le ristrutturazioni edilizie a seguito dell’approvazione del cosiddetto Decreto sviluppo. Fatta salva la non cumulabilità con le tariffe incentivanti del Conto energia, un’interpretazione della norma nel senso da noi indicato può avere un importante effetto di rilancio dei consumi. Si tratterebbe di un provvedimento anticongiunturale, che aprirebbe da un lato nuove possibilità per chi intende acquistare un impianto di risparmio energetico, dall’altro nuovo mercato per chi lo realizza”.

 

26 MayEcco come risparmiare con il comodato d’uso?

Risparmiare sulla bolletta energetica, dando allo stesso tempo una mano all’ambiente ed anche al proprio conto in banca è oggi possibile grazie al comodato d’uso degli impianti fotovoltaici chiavi in mano, che alcuni installatori hanno cominciato a fare nella maggior parte delle Regioni italiane, e per le quali è prevista un’ulteriore espansione del fenomeno.
Il contratto è vantaggioso praticamente per tutti: per l’azienda installatrice che ha un ritorno economico attraverso la vendita del surplus di energia di cui gli utenti non usufruiscono, i proprietari degli immobili risparmiano fino al 50% della bolletta energetica, e senza dover sborsare il costo dell’installazione.

Tutto ciò è reso possibile dalla stipula di un contratto di comodato d’uso, dove il proprietario dell’immobile affitta la superficie del proprio tetto, dove viene installato l’impianto, per 20 anni, e come pagamento può ottenere la riparazione del tetto stesso, oppure il risparmio in bolletta elettrica.

L’unico vincolo, nel caso in cui si decida di vendere l’immobile è quello di riscattare l’impianto dall’azienda produttrice, al valore che ha nel momento del riscatto, e che ovviamente subisce delle decurtazione con il trascorrere del tempo. Per lo stesso principio, se non si decide di riscattare prima, i pannelli fotovoltaici e tutto l’impianto, alla scadenza del ventesimo anno diventano di proprietà del proprietario dell’immobile stesso.

26 MayPannelli fotovoltaici: a che generazione siamo arrivati?

E’ difficile rispondere con esattezza anche perché per i pannelli fotovoltaici si parla correntemente di generazioni, per individuare le evoluzioni e i miglioramenti della tecnologia, mentre per quelli solari termici questa classificazione viene meno. Ma quello che è assodato è che per entrambi la tecnologia è andata avanti, per cercare di abbssarne i costi e migliorarne la resa in termini di produttività.

I pannelli fotovoltaici, nello specifico sono arrivati alla terza generazione, ma ciò non significa che i pannelli fotovoltaici legati alla prima e alla seconda sono scomparsi. L’ampliamento delle scelte va inteso proprio in questa direzione: maggiori possibilità di assemblare un impianto fotovoltaico, che per caratteristiche della zona e dell’immobile possono offrire il miglior rendimento in assoluto: la scelta quindi tra moduli fotovoltaici in silicio monocristallino, policristallino, amorfo e sistemi con lenti ottiche sono tutti utili ed attuali.

Per i pannelli solari termici invece va fatto un discorso parzialmente diverso. infatti le scoperte via via messe a punto dalla ricerca hanno fatto scomparire quei modelli di impianto che erano poco funzionali, difficili da smaltire o troppo costosi. Ma è grazie a questa innovazione che oggi è possibile scegliere tra impianti a circolazione naturale o forzata, tra i pannelli trattati con un sistema tipo camera oscura per ridurre la dispersione a quelli con circolazione di liquido accelerante il processo o impiegodei classici pannelli solari, per fare solo alcune differenze.

Un aspetto di cui tener conto, anche per l’impatto ambientale è quello tra impianti integrati e non. Una scelta che non è assolutamente da sottovalutare e dove la differenza dei costi dipende soprattutto  da quelli di installazione.